Tag sensazioni

08 Ottobre 2007

...come al liceo...

vi ricordate, voi babbioni come me, di quando non c'erano i telefoni cellulari nè internet e aspettavi davanti al telefono che ti chiamasse quella certa persona?
E litigando chè sia libero, come cantava la Pausini, con mamma e papà?
E sollevare la cornetta per sentire se, per caso, era isolato?

Ecco.
Da venerdì sto facendo la stessa cosa col mio cellulare e una casella email.

E daaai!!!
 
03 Ottobre 2007

sarà capitato anche a voi...

di cercare vecchi amici su google, per sapere che fine hanno fatto...
anche se si tratta di persone che oggi sai essere sicuramente molto probabilmente lontane da quello che sei tu oggi.
Gli amici del liceo, quelli con cui hai condiviso gioie e dolori, grandi fratellanze e grandi scazzi.

Quelli che, a un certo punto, ti sei resa conto che crescevano con un passo diverso dal tuo.
Quelli che tu ne hai semplicemente preso atto, senza accuse o sensi di colpa... e invece per loro tu avevi una colpa, o meglio la tua colpa aveva il nome di maritemu...
forse oggi potremmo riparlarci, ritrovarci, essere amici di nuovo.

sono felicissima degli amici che ho, beninteso. Pero' ho la curiosità di sapere che fine hanno fatto quelli che non ho più.
Beh insomma fatto sta che non ci sentiamo, credo, dal 2000 o giù di lì.

Beh loro a me non mi troveranno mai, questo nome me lo hanno dato altri amici in altri contesti e non credo loro lo conoscano.
ma mannaggia la pupazzetta, quello che oggi fa il webmaster, il sito suo personale se lo poteva pure fare (e indicizzare) o no?

sgrunt.
Voglio farmi gli affari vostri nell'ombra.

***update*** googleando googleando ho beccato la foto del fratello piccolo di una delle mie migliori amiche al liceo. Inutile dire che è diventato uno con la faccia da compassato professionista (che poi è un mio collega e con un campo di studi fighissimo). Ho esclamato 'uhmadonnamamminamadonna' ma maritemu non mi si è filato...


 
07 Settembre 2007

poesia popolare

letta su un muro di Napoli:

6   1   PERSONA APPREZZABILE.

A lettere cubitali.
Litri di vernice per non sbilanciarsi... è  fenomenale!!

Il secondo esempio (proviene da Napoli 'centro', al Vomero, tutto scritto in corsivo) ha invece in sè l'amarezza relativa alla malattia mentale, ma è poetico allo stesso modo:

la famiglia (il nome è cancellato) avvelena le persone a distanza con ipnosi elettrica. Avverti un bruciore che sembra abbronzatura e invece è varecchina

 
22 Febbraio 2006

nonna renata

forse tutti non sanno che...

Entrambe le mie nonne erano pianiste.
Solo che Nonna Etta era tutta tecnica e poco cuore nell'esecuzione, era un'insegnante (peraltro anche la mia per un bel po' di anni, che non ricordo con piacere) più che una concertista.
(per inciso suo marito, Nonno Rudy, insegnava anche lui musica, in un certo momento - mi pare fisarmonica tra le altre cose)
Nonna Renata, invece, la mamma di mamma, era una concertista vera.
Diplomata al conservatorio di S. Cecilia, faceva concerti e comunque amava proprio suonare.
Il giovedì pomeriggio, ad esempio, venivano a casa sua (che all'epoca era al piano sopra il mio) un violinista (la cui nipote ha suonato al mio matrimonio) e un violoncellista, e suonavano.
Nonna comprava le pastarelle e noi ragazzini venivamo ammessi solo a concerto finito, per papparci gli avanzi.
Nel frattempo sentivamo la musica da un'altra stanza, o dal piano di sotto... quando poi sono cresciuta (nonna è morta quando io avevo 17 anni e mezzo e lei quasi 90) qualche volta ci mettevamo nel salone e lei suonava (non ha mai avuto la pazienza per insegnarmi) al suo bel pianoforte a mezza coda.

Non so perchè mi viene spesso in mente di questi tempi, intesi proprio come stagione. Sarà perchè la luce che c'è, specie quando si riflette sull'intonaco rosa pozzolana delle case, e il tipo di blu che ha il cielo mi ricordano la mia prima casa, e quindi casa di nonna, e quindi i pomeriggi con lei.
Sarà perchè il freddo che senti sulle guance mi ricordano quello che aveva mamma quando mi tornava a prendere.
Comunque, verso le cinque, e se come ora sto ascoltando musica classica per concentrarmi meglio (e anche questa la devo a nonna Renata - e anche un po' a mia zia Paola, sua figlia - ma questa la racconterò un'altra volta) mi viene in mente nonna.

Naturalmente, needless to say, io ho già disimparato a suonare il pianoforte, e nonna non m'ha mai sentito cantare, perchè finchè era viva ero troppo timida per ammettere di avere una bella voce.
Sapeva che scrivevo e disegnavo, però.

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